L’Immacolata, modello e guida dei Francescani

I francescani secolari testimonino a Lei il loro ardente amore, con l’imitazione della sua incondizionata disponibilità e nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera

La figura di Maria occupa un posto singolare all’interno della fede cristiana. In modo ancora più singolare si è sviluppata nei secoli una crescente devozione verso la Madre del Signore, legata e sostenuta dal pensiero teologico.
Il ruolo avuto da Maria nella storia della salvezza, attraverso la riflessione teologica intorno al dato Rivelato e la tradizione hanno illuminato la comprensione dell’Immacolata nel Mistero salvifico accaduto nella storia attraverso di lei.
Tutta la Scrittura, storia della salvezza è un dialogo intrecciato lungo la storia, mai interrotto fra Dio e l’umanità, afferma il Concilio: «Con la rivelazione, infatti, Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé» (Dei Verbum, 2). Questo dialogo raggiunge la sua singolare pienezza nella vocazione di Maria, chiamata a diventare liberamente madre di Gesù, il Figlio eterno, inviato dal Padre a dimorare in mezzo agli uomini. Secondo la Scrittura, il suo essere «piena di grazia» è in funzione della futura maternità, la sua santità si mostra prima di tutto e in modo eccelso nell’aderire liberamente e totalmente alla volontà di Dio. Conosciamo bene le parole usate dall’evangelista Luca; sono di una semplicità folgorante: «Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).
Sulla scia di questa obbedienza totale alla parola che il Signore le rivolge, fin dai primi secoli la riflessione cristiana ha sviluppato una analogia fra Maria ed Eva, che, superando stereotipi e deformazioni di ogni tipo, va intesa in un modo preciso: Maria rappresenta l’umanità intera, capace di accogliere la volontà di Dio, come Eva rappresenta l’umanità intera che non ha accolto la volontà di Dio. Scriveva un grande autore cristiano del secondo secolo: «Maria obbedendo divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano» (IRENEO, Adversus haereses III; 22, 3).
Il «sì» di Maria, allora, si presenta da una parte come un singolare privilegio, dovuto alla pienezza di grazia che lei sola ha ricevuto da Dio, ma dall’altra indica, per ogni uomo e donna, la vocazione ultima alla quale siamo chiamati: la possibilità piena di aderire alla volontà di Dio.
Proprio per questo rapporto, fra la singolarità della vocazione di Maria e la comune appartenenza alla famiglia umana, il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium, Costituzione dogmatica sulla Chiesa, proponendola come punto singolare di un percorso ben chiaro: il popolo di Dio è tutto chiamato alla santità verso la pienezza del Regno di Dio; persona singolare di questo cammino umano è Maria, piena di grazia proprio per accogliere liberamente la piena grazia di Dio. Per la fede cristiana, la storia dell’umanità e di ogni uomo o donna che viene al mondo non è mai una storia già decisa. Siamo costretti ad usare parole che non possono illustrare pienamente il mistero del nostro rapporto con Dio. La Parola di Dio invita a leggere il termine «predestinato/a» all’interno di una libertà chiamata al bene in modo totale.

Maria Immacolata, segno di speranza e consolazione
La madre di Gesù, come in cielo, in cui è già glorificata nel corpo e nell’anima, costituisce l’immagine e l’inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore (LG 68)”.
Maria vive già la sua santità nel Paradiso, sia nella dimensione del corpo che dell’anima, essendo stata assunta in cielo. Ella intercede anche per tutti noi, pregando affinché anche noi realizziamo il progetto di Dio su di noi, che è appunto la santità, cioè la felicità senza fine. Per questo Maria è, dopo Gesù, il modello più perfetto a cui ispirarci nelle nostre azioni, parole e pensieri. Ma, poiché siamo sempre insidiati dal Maligno, che vuole la nostra rovina, Maria è anche per noi un motivo di speranza, perché con l’aiuto di Dio ha vinto il male; inoltre, quando le difficoltà della vita di ogni giorno, non solo tendono a farci scoraggiare, ma anche ci amareggiano e ci addolorano, guardando a Maria, donna che ha sofferto ma vive nella gioia, possiamo trovare in lei la realizzazione della consolazione che Dio dà a chi si abbandona alla Sua volontà.

La Madonna Avvocata dei Francescani
La Santissima Vergine è onorata nell’Ordine Francescano perché lo stesso San Francesco la designò Avvocata dell’Ordine e l’amò di un amore indicibile e tenerissimo: “San Francesco circondava d’indescrivibile amore la Madre del Nostro Signore Gesù Cristo, perché aveva reso il Signore della maestà nostro fratello, e perché attraverso di Lei abbiamo trovato misericordia. Confidando primariamente in Lei, dopo Cristo, San Francesco La costituì Avvocata sia di sé stesso che dei suoi frati” (Leggenda Maggiore n.9).
Su questa scia si delineerà nei secoli, il costante affetto dei Francescani verso la loro Madre Santissima, verso l’Immacolata, la Regina dell’Ordine Serafico.
Sant’Antonio, come San Francesco, fu un appassionato amante di Maria. Nei suoi Sermoni ha bellissime parole di lode nei confronti della Madre del Signore quando spesso la chiama: “Signora nostra, speranza nostra”. San Bonaventura dirà che “il Nome di Maria non può nominarsi senza che chi lo nomini non ne riceva qualche Grazia”.
Nel nostro tempo, testimone straordinario di questo fu P. Massimiliano Kolbe, il francescano martire ad Auschwitz che all’Immacolata affidò l’intera sua esistenza e la fondazione della “Milizia dell’Immacolata”.

Dal Vangelo alla vita … Maria la prima cristiana, modello del cristiano
Siccome il cammino cristiano e francescano non si realizza primariamente per i nostri sforzi ma è necessario l’aiuto della Grazia, la Regola OFS insieme ai Sacramenti del Battesimo (art.6), della Riconciliazione (art.7) e dell’Eucaristia (art.8), offre un modello e una protettrice: la Vergine Maria (art.9): “La Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile alla sua parola e a tutti i suoi appelli, fu circondata da Francesco di indicibile amore e fu designata Protettrice e Avvocata della sua famiglia [2Cel 198]. I francescani secolari testimonino a Lei il loro ardente amore, con l’imitazione della sua incondizionata disponibilità e nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera” [Lumen Gentium 67; Apostolicam Auctositatem 4,10].
Le Costituzioni Generali dell’OFS al Capitolo II-Articolo 16, rifacendosi all’articolo 9 della Regola, così raccomanda la vera devozione a Maria.
1. Maria, madre di Gesù, è modello nell’ascolto della Parola e nella fedeltà alla vocazione: in Lei, come Francesco, vediamo realizzate tutte le virtù evangeliche.
I fratelli coltivino l’amore intenso alla Vergine Santissima, l’imitazione, la preghiera e l’abbandono filiale. Manifestino la propria devozione con espressioni di fede genuina nelle forme accettate dalla Chiesa.
2. Maria è modello di amore fecondo e fedele per tutta la comunità ecclesiale.
I francescani secolari e le Fraternità cerchino di vivere l’esperienza di Francesco, che fece della Vergine la guida della sua opera; con lei, come i discepoli nella Pentecoste, accolgano lo Spirito per realizzarsi in comunità d’amore.

Fr. Giambattista Buonamano
Assistente regionale Ofs

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