25 anni di professione di sr Pia Maria del Santo Spirito Paraclito

In quel 1996, per l’invito della professione temporanea, non potevo scegliere una frase più veritiera per me: “Io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra.” (Sal 73, 23)
Tu mi hai afferrato la mano e mi hai resa capace di venire con te, e con la tua presa mi hai tenuta stretta non solo per camminare nella vita ma soprattutto per camminare con te.
E questa presa che prima ho percepito dall’alto verso il basso, dalla tua grandezza alla mia piccolezza, poi piano piano, negli anni, è diventata mano nella mano, fianco a fianco, perché hai saputo farmi donna, capace di essere sposa e madre.
Mi hai rapito il cuore e la mente da bambina, quando si sognano principi azzurri e grandi palazzi, e senza averne la consapevolezza, tu rispondevi proprio a quel sogno.
Sei venuto ad abitare in me per la prima volta e io nemmeno immaginavo che stessi cominciando a tessere la trama di un amore tanto straordinario. Percepivo un’attrazione così forte che ogni settimana mi riportava a te, e mi accorgevo che non avveniva lo stesso per le altre amichette e amichetti, eppure non mi sono lasciata distrarre.
La mia parrocchia, la mia diocesi di Ariano Irpino sono stati un grembo che mi ha portata, nutrita, formata, innamorata della Parola di Dio, dello splendore delle liturgie che mi rapivano, in cui sempre ho avuto parte attiva col canto, dell’azione dello Spirito Santo in me da discernere continuamente. Tutto questo trasporto avrebbe dovuto destare un sospetto e invece, sempre tanto ingenua, ho assecondato il cuore e ti ho compreso solo molti anni dopo, quando squarciando quel sottile velo che restava tra noi, hai fatto la tua dichiarazione chiara e inequivocabile e irresistibile, e mi hai sconvolto totalmente la vita, a me per prima e alla mia amata famiglia di conseguenza.
Anche per tutti gli altri era difficile presagirlo dal momento che nutrivo come tutte le coetanee il desiderio del matrimonio, percorrevo con entusiasmo, con facilità i miei studi, i miei sogni, ma chi seppe leggere l’Invisibile, comprese il motivo, il motore che, inconsapevolmente, animava quella mia corsa.
Sentivo di dover arrivare presto senza sapere dove, e quel dove si è spalancato con una puntualità che conferma una grande regia, al secondo anno di università, quando ormai per me la mèta era tanto vicina.
A Napoli mi hai fatto incontrare la grande famiglia francescana, una casa per me che avevo lasciato la mia casa, una casa che poi si è rivelata essere proprio nel tuo pensiero per me e per te. Il nostro legame era già molto stretto, molto solido; tu conoscevi me profondamente e io conoscevo te.
Di te mi sono fidata senza se e senza ma, a te mi sono abbandonata, per te ho combattuto, solo per te.
Mano nella mano con te, ho lasciato le forti mani dei miei genitori e i teneri cuori di mia sorella e di mio fratello, e ho attraversato il portone della clausura e ho incrociato, con gli occhi pieni di lacrime, tanti occhi buoni che mi sorridevano, che mi aspettavano, che mi guardavano stupite, che mi abbracciavano desiderando camminare con me.
Sorelle che si sono rivelate madri, trasparenza del tuo volto, passaggio del tuo amore incarnato; sorelle che sono in cielo, sorelle che sono qui accanto a me, sorelle che sono in tanti altri monasteri, sorelle che non sono più nel monastero, figlie e sorelle che sono arrivate dopo.
Con loro mi sono ritrovata a parlare il linguaggio che il mondo non comprendeva e a condividere te. Da loro ho appreso il carisma delle cappuccine che ci accomunava, l’eredità della madre Lorenza. Da loro ho imparato a vivere questa forma di vita in altissima povertà eppure senza mai mancare di nulla, nella ricerca continua di te, inesauribile ricchezza.
A loro, con cuore filiale e obbediente, ho confidato i miei desideri più profondi, le irrequietezze che mi agitano, e in una sinergia incredibile di forze con loro, mi sono immersa in avventure indimenticabili, verso traguardi insperabili, conoscendo una fede che ha spostato le montagne, che ha spalancato confini in me limitati.
Dall’amore con te nella fedeltà tantissime sorelle e fratelli nella sequela (che oggi mi fanno corona), relazioni parentali più profonde e vere che mai, tantissime amiche e amici, tantissimi figlie e tantissimi figli, belli bellissimi, che sono vanto, orgoglio, gioia, preoccupazione, e tutta la mia dedizione e da cui sempre ricevo più di quanto dono.
Grazie, amore mio, per questi venticinque anni, per questa inestimabile elezione che è toccata a me, per il dono dell’intelletto che mi ha reso comprensibili misteri tanto profondi, per la tua mano sempre con me che ha tenuta accesa la luce, qui nel simbolo che più di tutti sono andata scoprendo: la conchiglia, e che depongo di nuovo sull’altare unendomi a te nel tuo sacrificio.
Grazie per il desiderio ancora più forte oggi, molto più maturo e consapevole, di camminare mano nella mano con te, di essere legata a te con i voti che mi hanno liberata, di essere un canto di lode a te ogni momento, di stringermi alle mie sorelle, sperando di imparare da loro e con loro la difficile arte di amare.
Mi hai fatta regina nella tua grande casa, che al principio mi ha atterrita, per quanto fossi piccola e incapace di vederne tutta la bellezza, e oggi posso dire pienamente che è la nostra casa e che non ne desidero di più bella. E come se non ti avessi conosciuto ancora abbastanza, anche oggi hai saputo stravolgermi la vita, mi hai spinta oltre fino a mozzarmi il respiro, a farmi tremare tutta nello stomaco per giorni e giorni, perché questa festa ha preso le tue proporzioni.
Non bastava la nostra chiesetta, una vera bomboniera di cui conosco ogni angolo; hai voluto per noi la chiesa madre di Napoli, di cui sono a pieno titolo figlia da quasi trent’anni e che mi sono ritrovata accanto oggi con un bene che è esclusivamente di fratelli e sorelle.
Ogni giorno ti ho amato e ti amo proprio perché sei così: non mi fai conoscere la monotonia, leggi i miei desideri che nemmeno riesco a dire a me stessa, e anche se poi fatico a tenere il passo e frigno, ogni giorno ti amerò!
Davanti a me vedo il versetto del Salmo 73, 24 che è immediatamente successivo a quello del 1996 e che ho scelto per questo nuovo invito e libretto: “Mi guiderai secondo i tuoi disegni e poi mi accoglierai nella gloria.”
La Madonna della Medaglia miracolosa, che abita da ragazza nella mia famiglia natia e che ha custodito questa unione col suo Figlio, continui a parlare a lui di ciascuno di noi qui presente e di ognuno che ha incrociato la mia vita.

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