MISERICORDIA: LA VERA CURA

La MISERICORDIA è il sentimento che permea ogni pagina delle Sacre Scritture e dona loro valore e significato.
Misericordia donata e ricevuta.
Il Signore accoglie il popolo d’ Israele “dalla dura cervice” aprendo ogni volta le Sue braccia, come un padre benevolo e magnanimo. Il Suo figlio prediletto continua a sbagliare, a tradirlo, a rinnegarlo, ma il Suo Amore è talmente grande da dimenticare ogni volta la fragilità della Sua creazione, il suo continuo negare i benefici ricevuti, la salvezza dalla schiavitù, il dono della Terra Promessa.
Israele è un figlio inquieto, ma la “materna” attenzione del Padre lo chiama, lo spinge, lo scuote fino alla comprensione sofferta, ma profonda, dell’intenso legame che unisce il Creatore alla creatura.
Allora il figlio tanto amato si lascia finalmente abbracciare, nel calore di un Amore di cui non può più fare a meno, ma solo desiderarlo.
Il Nuovo Testamento ci regala immagini spettacolari di una Misericordia infinita che rompe gli schemi, distrugge il buio dell’anima e riporta luce infinita e speranza di riconciliazione.
Cristo accarezza con delicatezza e rispetto dell’altrui sensibilità ogni cuore, piegato e piagato da sofferenze indicibili per sollevare e restituire dignità alla vita di chiunque incontra sul suo cammino. Un vortice di emozioni riempie chiunque incontri la Sua Misericordia ed è la trasformazione, il mutamento da creatura sottomessa al peccato, alla solitudine, all’apatia ad anima liberata, redenta, rinvigorita.
Quando incontri lo sguardo di Cristo non puoi essere uguale a prima… devi riconoscerti diverso, agire come Lui, pensare come Lui, amare come Lui.
E noi, uomini e donne dell’era moderna, abbiamo ancora la capacità di riconoscere questa Misericordia o siamo malati di vittimismo e di rifiuto del mutamento, della trasformazione da “essere pensante” ad “essere senziente”?
Siamo capaci di accogliere la cura della Misericordia e infonderla nelle vene dell’altro?
Il Signore è il medico che con le Sue cure, le Sue attenzioni ci libera dalla convinzione di bastare a noi stessi, di credere che possiamo trascinare le nostre umili vite nell’egoismo e nel porre come obiettivo principale la cura di noi stessi.
Lui ci insegna che solo nella Misericordia verso l’altro le nostre esistenze possono diventare “sale della terra”, “luce del mondo”, “lievito che fa crescere”.
E mai come in questo momento storico di immense difficoltà possiamo accogliere ed essere Misericordia per i nostri simili. Per costruire un domani che risponda al progetto che il Signore aveva in mente fin dalla creazione di questo stupendo, ma fragile mondo.

Margherita Ammaccapane
Fraternità Ofs di Sant’Anastasia

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