Il tempo è ora! Eccomi!

ECCOCI! 1400, tra araldini, genitori e animatori, domenica 27 gennaio u.s., a riempire il PalaCercola per vivere insieme la IIIa Festa Regionale dell’Eccomi.
Lo slogan di questo evento è stato “Il tempo è ORA! ECCOMI!”, slogan scaturito dall’omelia di Papa Francesco durante la veglia di preghiera per il sinodo sulla famiglia del 3 ottobre 2015.
Una sfida non facile per la Fraternità di Servizio è stata rendere il messaggio di Papa Francesco comprensibile ai bambini e ai ragazzi. Ponendo attenzione particolare a questo passo dell’omelia “La famiglia è luogo di santità evangelica, realizzata nelle condizioni più ordinarie. Vi si respira la memoria delle generazioni e si affondano radici che permettono di andare lontano. E’ luogo del discernimento, dove ci si educa a riconoscere il disegno di Dio sulla propria vita e ad abbracciarlo con fiducia. E’ luogo di gratuità, di presenza discreta, fraterna e solidale, che insegna a uscire da se stessi per accogliere l’altro, per perdonare e sentirsi perdonati.” si è riusciti a creare attività teoriche e pratiche per far riflettere, sia gli araldini che i genitori, sulle quattro parole chiave presenti nel messaggio: Radici, Gratuità, Accoglienza, Perdono e far capire loro che solo amando gli altri si impara ad amare Dio. Questo per noi è il tempo di mettere radici, è il tempo di accogliere, è il tempo della gratuità, è il tempo del perdono.
La festa ha avuto inizio con la preghiera, guidata da fra Luigi, che ci ha avviati alla riflessione sul tema della giornata continuata poi nelle diverse attività.
Gli araldini, con l’aiuto di fra Enzo Baldo, si sono messi in ascolto di quattro testimoni che hanno raccontato la loro esperienza:
Maria, un insegnante in pensione, moglie, mamma e Nonna di due bambini: nel suo racconto, con nostalgia, ha ricordato una delle persone per lei più importanti, come nonna Concetta. Ancora oggi, grazie ai suoi insegnamenti, ai suoi esempi, Maria sente forte il suo sostegno e la sua forza. Attraverso un quadretto raffigurante l’albero della vita ha chiesto ai ragazzi di riflettere sulla parola radici, la parte più profonda dell’albero che gli garantisce la vita, che per noi sono rappresentate dai nonni: essi ci sostengono sempre e in ogni occasione hanno cura di noi. Maria ha concluso il suo intervento con una confidenza: la paura di non lasciare una traccia importante nella vita dei suoi nipoti la deve spronare a dedicare più tempo possibile nel raccontare loro quanto sia bella la vita che passa da una generazione all’altra.
Pina, moglie, mamma e insegnante entusiasta e colma di gioia nel vedere tutti quei ragazzi attenti alle sue parole. Per meglio far comprendere il concetto di amore gratuito inizia con la lettura del racconto Un uomo libero, e continua poi con la sua esperienza personale. Qual è quell’amore gratuito, quell’amore che non pretende nulla in cambio, quell’amore più grande se non quello di una mamma, che dà la vita e fa tutto gratuitamente? Come mamma esprime il suo amore gratuito nella quotidianità, avendo cura dei figli in tutte le azioni della loro vita. Rivolgendosi agli Araldini li invita a sperimentare lo stesso amore all’interno delle proprie fraternità, che sono luogo privilegiato dove vivere questo amore, donato gratuitamente dagli animatori con gesti semplici da riconoscere, e a donarsi gli uni agli altri proprio come Gesù si è donato per noi.
Gioia, una ragazza di 15 anni, studentessa, ha condiviso con tutti la storia della sua vita. Non ha avuto un’infanzia felice fino all’età di 7 anni, quando è stata tolta alla sua famiglia biologica. A 9 anni è stata affidata ad un’altra famiglia, nella quale si è subito inserita e tutt’ora si trova benissimo. La prima sensazione provata da Gioia quando è arrivata nella nuova famiglia è stata quella della serenità; infatti si è subito rilassata e, dopo pranzo, si è addormentata sul divano: episodio che le ha fatto comprendere che quella era veramente una famiglia dove poter rispondere SI a quell’accoglienza perché “sentirsi accolti da qualcuno significa che l’altro mi ama e a mia volta ricambio quell’amore”. Gioia con la sua storia vuol far comprendere che quando si incontra una persona questa va accolta per quella che è.
Giovanni, 25 anni, di mestiere fa il ferroviere e per vocazione delegato GiFra per l’araldinato, ci racconta la storia della sua famiglia, non per mettere tristezza ma per lasciare un segno in ognuno di noi, adesso che il suo mandato è al termine. Una famiglia non perfetta, con frequenti discussioni tra i genitori che gli provocavano grandi sofferenze, che si sono attenuate quando ha intrapreso il percorso GiFra e quando, grazie all’esperienza della marcia per il perdono ad Assisi, è riuscito a perdonare i suoi genitori, facendo loro comprendere il suo stato d’animo e accettandoli per come erano. Oggi Giovanni ringrazia la GiFra, l’OFS e la famiglia francescana perché grazie a loro ha conosciuto l’amore di Dio ed è riuscito a tramutare la storia della sua famiglia in una storia di salvezza.
Dopo l’ascolto di queste testimonianze, gli araldini hanno prima approfondito questi temi con i propri animatori e poi hanno svolto varie attività relative sempre alle parole guida: per radici ogni fraternità ha realizzato con i propri araldini un albero che poi è stato fotografato da un animatore e condiviso sulla pagina Facebook dell’evento; per gratuità gli araldini hanno scritto su una pergamena una lettera alla persona che più di altri è per loro punto di riferimento; per accoglienza gli araldini delle medie e delle elementari si sono sistemati utilizzando lo stesso spazio, e accogliendo gli uni in braccio agli altri; per perdono ogni araldino ha ricevuto un pezzo di corda segno che si era divisi sul quale poi fare un nodo riavvicinandosi al fratello.
I genitori, invece, in un’altra struttura, hanno ascoltato la testimonianza di una coppia di sposi, Tonino e Giovanna, della Comunità di Emmaus, sulla loro vita vissuta all’impronta del Vangelo e hanno anch’essi riflettuto sulle stesse tematiche dei ragazzi: riconoscere l’amore di Dio e ricambiarlo.
La mattinata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica presieduta da fra Angelo Ruocco, durante la quale si è vissuto il rito dell’Eccomi, momento di pieno coinvolgimento dei genitori nella vita dei propri figli, che si sono impegnati ad essere i primi educatori nella fede in Cristo Gesù.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, è stato vissuto l’ultimo momento: la Testimonianza in famiglia – Le nostre mani nelle Tue animato da fra Pietro Isacco, che ha coinvolto alcune famiglie presenti con balli, canti e scene significative.

Questa IIIa Festa Regionale dell’Eccomi ha visto il coinvolgimento non solo di tanti araldini con le relative Fraternità e famiglie, ma di tutta la famiglia francescana, a partire dai Frati, dai Consigli Regionali OFS e GiFra, e di tutte quelle fraternità, Ofs e GiFra, che hanno reso possibile questo evento: a tutti il più sincero e riconoscente Grazie. Questa Festa, piena di colori, di gioia, di grande partecipazione di tutti, è stata veramente espressione dell’intera famiglia, sia quella naturale che quella francescana, e di questo dobbiamo ringraziare solo il Buon Dio.

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