Abitare le distanze con le “MANI TESE VERSO IL MONDO”

Il progetto “Mani tese verso il mondo”, nasce circa dieci anni fa ed è una iniziativa portata avanti di concerto dall’Ordine Francescano Secolare Campania e dalla Gioventù Francescana Campania e Basilicata  ed ha l’intento di portare davanti agli occhi di tutti una realtà che spesso non si conosce.

 In tanti si interrogano sempre di più sul senso degli istituti penitenziari, sulla certezza della pena, ma pochi sanno esattamente cosa si fa all’interno e quale è il modo di vivere la pena.

Il Vangelo di Matteo è la guida, il punto focale da cui siamo partiti,poiché non ci ha lasciati indifferenti la sua Parola “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete emi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi…  E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Matteo 25,35-44)

Ecco allora che con Mani tese verso il mondo si prova a promuovere e ad accrescere una cultura nei riguardi di una realtà sociale, che proprio perché sociale, va conosciuta eri conosciuta come tale e non rimossa dalle coscienze: la realtà carceraria è parte della stessa, degna perciò di rispetto e di azioni responsabili, perché di interesse pubblico, pertanto l’intenzione è di abitare le distanze e di avvicinare il carcere alle fraternità e le fraternità al carcere.

Gli obiettivi primari del progetto sono prevalentemente di ordine socio – affettivo, soprattutto legati alla conoscenza di sé e degli altri e alla capacità di smascherare stereotipi e pregiudizi.

Con Mani tese verso il mondo si prova a potenziare i momenti di aggregazione utilizzando tecniche di animazione e di spettacolo, oppure vivendo momenti liturgici e canori comuni, ma soprattutto predisponendosi all’ascolto dell’altro .

Il progetto si articola in due fasi:

Durante la prima fase a livello regionale viene proposto in modo congiunto Ofs-Gifra in Avvento e in Quaresima un percorso conoscitivo che punta alla celebrazione  di una S. Messa da vivere presso il carcere alla presenza dei detenuti,  o vivendo con i cappellani una tappa di condivisione fraterna . E’ possibile donare prodotti di igiene personale sempre previa verifica e controllo.

La seconda fase, prevede che a livello zonale, si realizzi una rete capace di organizzare autonomamente  visite periodiche al fine di curare e seguirei detenuti con assiduità dando un vero risvolto operativo al progetto.

Per informazioni e contatti:

Dio è presente nel cuore di tutti, se non come presenza, almeno come nostalgia“. (Don Tonino Bello)

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